Le Preposizioni Temporali in Italiano: TRA 3 anni o IN 3 anni A 3 anni o PER 3 anni
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Questo è il video di cui non sapevate di avere bisogno, ma che vi aiuterà una volta per tutte a chiarire il significato di tutte quelle piccole espressioni di tempo in italiano. Mi riferisco a quelle composte generalmente da una preposizione e un riferimento temporale preciso, che pu essere giorni, mesi, anni eccetera. Per esempio: a 3 anni, per 3 anni, da 3 anni, di 3 anni, tra/fra 3 anni, in 3 anni, 3 anni fa, entro 3 anni, fino a 3 anni, da 3 a 5 anni, con 3 anni.
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1. CHI SE NE FREGA
Eh s, è un’espressione molto comune. Si sente spesso anche nei film, perché è effettivamente molto diffusa tra gli italiani. Pensate che lo è tanto da avere anche una grafia alternativa, che sta ad indicare che viene praticamente pronunciata come una parola sola: chissenefrega. E se, tutto sommato, la possiamo usare con i nostri famigliari o i nostri amici stretti perché tra noi c’è un legame forte e comunque informale, è di certo meglio evitarla quando si parla con altre persone, per quanto le possiamo conoscere bene.
Propriamente quest’espressione sarebbe una domanda, anche se viene utilizzata più comunemente come un’esclamazione.
Letteralmente, significa: a chi importa (di questo) È un modo molto scortese per dire che non ci interessa minimamente quello che ci stanno dicendo. Quando vogliamo esprimere il nostro disinteresse per qualcosa è ovviamente molto difficile non risultare scortesi, ma in casi di estrema necessità potremmo sempre utilizzare espressioni un po’ meno sgarbate, come ad esempio:
Mi dispiace, ma non mi interessa.
Purtroppo la cosa non mi riguarda.
Onestamente non me ne preoccupo.
Oppure, nel caso in cui qualcuno ci stia chiedendo di aiutarlo, anziché rispondere con un chissenefrega potremmo optare per un più cortese mi dispiace, ma non posso proprio aiutarti.
2. CHE SCHIFO
È forse una delle prime brutte parole che i bambini imparano a dire da piccolini, soprattutto quando vengono obbligati a mangiare la verdura E i genitori puntualmente ogni volta li sgridano e li correggono:
Non si dice che schifo! Si dice non mi piace!
E in effetti è proprio vero: dovremmo piuttosto dire che qualcosa non ci piace, piuttosto che dire che ci fa schifo. Dire che fa schifo è insomma un po’ un’offesa a chi ha preparato o comprato quella cosa, mentre dire che non ci piace sottolinea che è solo una nostra preferenza, che dipende da noi, ma non è la cosa in sé ad essere brutta.
Questo vale sia quando stiamo commentando il gusto di un cibo o di una bevanda, sia quando abbiamo a che fare con qualsiasi altro oggetto o concetto che non rispecchia i nostri gusti. In questi casi potremmo optare per una delle seguenti alternative.
Per il cibo:
Mi dispiace ma mi dà il voltastomaco!
Non è di mio gradimento.
Preferirei mangiare altro.
Per altro:
Scusa, ma non riesco a guardare!
Ti dispiace se non guardo altrove
Non è il mio genere.
Non rispecchia i miei gusti.
3. CHE NOIA! / CHE PALLE!
Quante volte ci è capitato di trovarci in una situazione incredibilmente noiosa, tanto da risultare quasi insopportabile, e di volercene andare subito pur di non subire quella terribile e interminabile tortura Date: 2024-03-04
ST-qd2oe Sono giapponese. Seguo DA tempo i vostri video e li trovo davvero utili! Io faccio difficolta a capire l'uso di DApassato prossimo, tipo Le vacanze sono finite DA tre giorni. Equivale a Le vacanze sono finite tre giorni FA
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japeri171 Ho iniziato a imparare l'italiano quasi un anno fa e seguo questo canale da qualche mese. Vedo che, in questo tempo, ho sviluppato il mio apprendimento.
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johnsemenza145 Un video perfetto, dio. Esattamente che io devi. Se riesco interrorizzar queste idee, avrei migliorato mio italiano grandemente
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learnamo ho fatto bene 8, ma, na domanda per voi. (nella ) risposta 8, ho scritto solo in, sta bene anche cosi
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learnamo Ottima spiegazione! Video super utile, grazie Gra! (Mi dispiace che il bambino ti ha rotto le scatole) reply